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Vorresti aprire una nuova attività? Tutto ciò che devi sapere sulle fonti di finanziamento agevolate presenti nel sistema di accesso al credito nazionale per realizzare la tua idea imprenditoriale. Leggi qui!  

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30 luglio 2017 0

L’importanza del business plan per una start-up di successo!

Indecisi se redarre o investire nella stesura di un business plan? Ecco l’articolo che fa al caso vostro!

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28 luglio 2017 0

Come scegliere il commercialista giusto?

Ecco un mio nuovo articolo, pubblicato per l’Associazione Cucina Nostra A.p.s, molto utile sulla scelta del commercialista adatto alla propria start up o, nello specifico, alla microimpresa domestica alimentare!

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16 luglio 2017 0

NOVITA’ VOUCHER 2017

Come alcuni di voi sapranno a fronte dell’abusivismo dilagato sull’utilizzo dei voucher per coprire prestazioni continuative ed evitare vincoli normativi e fiscali dipendenti dalle assunzioni ordinarie il nostro Paese ha deciso di abrogarli con il dl.g 25/2017. Abrogati quelli vecchi ora l’intenzione è quella di reintrodurli con sostanziali margini di utilizzo che restringono sensibilmente il metodo e campo di utilizzo . Vengono così introdotte delle differenziazioni a seconda che sia una micro-impresa ad utilizzarli o che siano utilizzati a livello familiare per regolarizzare le collaborazioni domestiche. Per le imprese che hanno all’attivo più di 5 dipendenti e per le imprese edili di ogni sorta vengono completamente preclusi. Quello che mi chiedo sinceramente è se questa manovra risolva una problema e ne crei altri perché sostanzialmente il tetto dei 5 dipendenti non vieta ad un impresa di qual si voglia settore o attività di usufruirne per un numero illimitato di persone e di tenerne o addirittura licenziarne alcune dall’ordinario organico aziendale per utilizzare i voucher come strumento principale di gestione delle risorse umane.. Ma come si suol dire..Chi vivrà vedrà. Detto questo vi riporto qui sotto il link per scaricare la scheda UIL riepilogativa anche delle modalità di acquisto e attivazione per avere a portata di mano una rapida sintesi della nuova impostazione normativa. Subito sotto trovate il link ad un articolo di Fiscoetasse che paragona il voucher al contratto intermittente. Vorrei solo dire a riguardo che nel caso di lavoro intermittente il contratto che si stipula con il lavoratore è un contratto ordinario a tutti gli effetti quindi nel caso una micro-impresa non abbia all’attivo alcun dipendente e quindi non sia soggetta agli obblighi di legge inerenti la normativa sulla sicurezza 81/2008 (soprattutto per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi cui redazione non ha un costo certamente irrisorio) sconsiglio l’indirizzamento a questa tipologia sia per la parte di sicurezza aziendale che scaturisce nel momento in cui un azienda abbia dei dipendenti sia per tutto ciò che riguarda la salute di questi e quindi la normativa igienico-sanitaria che prevede visite mediche del personale, e quindi ulteriori costi aggiunti. SCHEDA UIL – VOUCHER 2017 https://www.fiscoetasse.com/blog/le-alternative-ai-voucher-lavoro-autonomo-occasionale/  


13 giugno 2017 0

L’importanza della COLLABORAZIONE

Ogni giorno ci ritroviamo a doverci chiedere se sia conveniente o meno assumere ed avere un aiuto in più nella nostra azienda e quale sia il metodo migliore per ricercare personale volenteroso e qualificato a tale fine. Oggi vorrei spezzare una lancia a favore delle piccole realtà locali che svolgono un compito arduo in maniera impeccabile e che rispetto alle agenzie per il lavoro lo fanno GRATUITAMENTE e soprattutto rimangono a disposizione continua di tutti indifferentemente, cosa che le agenzie non sempre fanno (essendo associate spesso a grosse imprese di settore alla quale, ovviamente, tendono a passare i curriculum più interessanti il prima possibile).Parendo dalla base, per quello che è la mia esperienza personale, i centri per l’impiego provinciali rimangono comunque un passo avanti rispetto alle agenzie interinali sia in fatto di disponibilità che per quanto concerne burocrazia e sempre e soprattutto gratuità del servizio anche perché spesso, e mi riferisco soprattutto alle agenzie, il prezzo non è sinonimo di qualità. A proposito di gratuità e ottimo servizio le opportunità che stanno prendendo decisamente piede ultimamente, offrendo visibilità degli annunci eccellente e in tempi rapidi, sono le piattaforme on line.Mi riferisco sia ai siti di annunci che spesso vengono sottovalutati ma con cui in realtà si ottengono, nonostante le basse aspettative, discreti risultati ma, soprattutto, mi riferisco alle piccole realtà locali che spopolano nei social network e che offrono di conseguenza possibilità maggiori e che, a differenza delle agenzie interinali per le quali si è tendenzialmente obbligati a contratti minimi triennali di collaborazione, non vincolano a nessun tipo di collaborazione futura e non chiedono nulla in cambio di questa promozione nonostante la pubblicazione, il mantenimento e la cura degli annunci lavorativi sia un lavoro abbastanza impegnativo. Nel mio caso mi sono rivolta a DISOCCUPATI VALSESIA, pagina Facebook no profit gestita da un ragazzo che la amministra a tempo perso prevalentemente allo scopo di aiutare le persone che, soprattutto in realtà sociali minori come paesini e valli piemontesi, non hanno possibilità e opportunità di impegnarsi attivamente alla ricerca di lavoro sia per carenze pubbliche che per carenze oggettive produttive territoriali. Devo dire che queste iniziative (come quella che vi ho citato e di cui vi rimando al link su cui cliccare per avere un idea di quello che intendo) sono l’alternativa più valida rispetto ai centro per l’impiego ordinari ai quali non sempre le persone disoccupate si rivolgono sia per mancanza di mezzi, come dicevo prima, sia e soprattutto per mancanza di fiducia nelle amministrazioni pubbliche..e d’altra parte come biasimarle? Quello che noi possiamo fare è puntare sempre più verso chi aiuta le imprese e rivolgerci a questo tipo di associazioni per qualsiasi tipo di collaborazione stiamo cercando perché, da che mondo e mondo, non c’è niente di meglio del lavoro svolto col cuore..e quale modo migliore di dimostrare il fin di bene facendolo gratuitamente per la popolazione e le imprese del territorio? Proprio a questo tipo di impegno va un sincero ringraziamento sia da parte nostra come imprese ma anche da parte dei cittadini disoccupati che nonostante le frasi fatte “cerco lavoro ma non lo trovo perché c’è crisi“.. il lavoro, invece, continua a cercarlo davvero!


9 febbraio 2016 0

REGIME IVA FORFETTARIO 2016

Ciao a tutti! Finalmente dopo qualche mese riesco a tornare on line e oggi vorrei chiarirvi alcune idee sul regime agevolato forfettario riguardante l’iva a cui potete aderire se rispettate alcuni requisiti. Se avete già aperto un attività vi consiglio di chiedere informazioni a riguardo al vostro commercialista che vi saprà consigliare se aderire o meno a questo regime altrimenti se non l’avete ancora aperta vi illustro semplicemente alcune linee di questa nuova normativa che potete comunque trovata esplicata egregiamente anche a questo link https://www.forexinfo.it/Partite-IVA-tutte-le-novita-2016. Intanto cominciamo col dire che con la Legge di Stabilità del 2016 l’ unico regime agevolato sarà il regime forfettario. Chi apre una partita IVA a partire dal 1° gennaio 2016 sarà soggetto ad un regime di tassazione pari al 5% per i primi 5 anni di attività, oltre i quali tale aliquota sale al 15%. I requisiti per accedere al regime agevolato sono abbastanza ristretti, riguardano categorie diversificate in base a settore e introiti annui della vostra impresa, in parole povere non dovete aver superato nel periodo d’imposta precedente (2015) i seguenti limiti di incasso lordo. Si parla di incasso lordo e non di utile d’imposta quindi effettivamente del totale degli scontrini effettivamente battuti l’anno precedente al lordo di tutte le spese del caso che avete portato in detrazione ed è per questo che a mio parere risulta un po’ restrittivo. I parametri sono indicativamente questi: Industrie alimentari e delle bevande  Limite ricavi/fatturato 45.000 euro; Commercio all’ingrosso e al dettaglio Limite ricavi/fatturato è 50.000 euro; Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande Limite fatturato/ricavi 40.000 euro Commercio ambulante di altri prodotti Limite fatturato/ricavi 30.000 euro Costruzioni e attività immobiliari Limite 25.000 euro Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione Limite fatturato/ricavi 50.000 Vi rimando al sito per tutte le considerazioni del caso, non entro ulteriormente nel merito semplicemente perché il discorso fiscale è un po’ più articolato a riguardo anche perché vi anticipo che l’agevolazione prevede la NON DETRAZIONE di alcuna spesa o costo che solitamente avreste portato in detrazione solitamente al fine di abbattere altre varie aliquote..quindi è una scelta da fare ponderatamente proprio per capire se, nel vostro caso e a seconda del settore in cui operate, convenga o meno la partecipazione al nuovo regime.


9 febbraio 2016 0

SOLI O IN COMPAGNIA?

  Oggi parliamo di inquadramento della vostra nuova attività. Se avete già in mente che tipo di attività andrete a svolgere avete già anche in mente come la svolgerete e se avete intenzione di svolgerla in società con un amico o conoscente o meno. Vi faccio un breve excursus sulle possibilità e agevolazioni che avete oggi per aprire un attività in proprio. La base Ditta individuale . Optate per questa opzione se avete intenzione di avviare la vostra impresa in piena autonomia o con l’aiuto di un familiare infatti aprendo l’attività come dite individuale avrete comunque la possibilità di regolarizzare uno dei vostri familiari nell’aiuto che apporteranno alla vostra impresa. Chi vi aiuterà potrà essere inquadrato come collaboratore familiare e nonostante non gli venga corrisposta una busta paga normale potrete regolarizzarlo pagando i contributi INPS per la sua posizione. La ditta individuale è il sistema più semplice di intraprendere un attività in proprio non essendoci bisogno di rivolgersi ad un notaio per la costituzione ma principalmente su due aspetti quali tasse e debiti non prevede nulla di buono. Infatti per quanto riguarda la base imponibile IRPEF sul quale andrete a pagare le tasse le aliquote, superata una certa soglia, diventano a dir poco usuranti. Per i primi anni va benissimo ma poi se vedete che il fatturato aumenta tenere questo tipo di inquadramento sarebbe contro producendo ma farete sempre in tempo ad andare da un notaio e trasformare la vostra ditta in una società di capitali o di persone che vi permetterà di suddividere la base imponibile, sul quale viene fatto il calcolo delle tasse, per quota ai diversi soci. L’altro aspetto non congeniale risiede nel fatto che la ditta individuale in questo caso siete voi. Ma proprio voi in prima persona. Vi state trasformando e state diventando la vostra attività quindi tutto ciò che già possedete, casa,auto ecc, risponderanno con voi nel caso l’azienda accumulasse debiti e non potesse far fronte ai pagamenti. Rispondete con i beni personali quindi valutate bene in base alla tipologia di attività che volete intraprendere quali siano i rischi impliciti e se vale la pena o meno di rischiare la vostra pelle direttamente. SNC,SAS. Queste due sigle indicano entrambe due tipologie di società di persone che potreste costituire ma rispettivamente se nella prima S.n.c. voi e i vostri soci avrete diritti e doveri rispettivamente paritari (quindi il discorso è esattamente come quello di cui abbiamo accennato per quanto riguarda le imprese individuali), nella seconda ipotesi, quella della S.a.s (società in accomandita semplice) il discorso è impartì. Infatti ciò che distingue le due tipologie societarie risiede nella malvagità implicita del legislatore che ha permesso in questa tipologia il sussistere di una situazione impari tra i soci. Il socio accomandante avrà tutti i diritti e i doveri di un imprenditore individuale, ma l’altro o gli altri soci accomandatari avranno conferito solamente del capitale nella società e non partecipando attivamente allo svolgimento dell’impresa, quindi non lavorando nell’attività, risponderanno solo in parte eguale all’apporto finanziario che hanno stipulato per la società. Abbiamo quindi un accomandante che è il legale rappresentante della società e che lavora effettivamente nella società che quindi se qualcosa dovesse andare male rischierebbe tutti i beni di proprietà che ha mentre i soci accomandanti avranno eventualmente perso solamente la parte investita. E’ ovvio che, si spera, anche dal punto di vista del guadagno le quote decise tra i soci siano impari,essendo che è solo uno l’effettivo debitore a vita nel caso qualcosa vada storto. La differenza delle due tipologie societari non è altro che la discrezionalità dei soci in riferimento ai rischi che gli imprenditori che ne fanno parte vogliono assumere. Per quanto riguarda invece la normativa fiscale vigono le stesse aliquote di imposizione irpef che valgono per l’imprenditore individuale, semplicemente però essendo la base imponibile (reddito-costi) suddivisa poi ulteriormente tra i soci è ovvio che le aliquote influiranno di meno rispetto al piccolo imprenditore singolo che dovrà accollarsi l’imposizione delle aliquote sul totale dell’imponibile annuo. Per la conformazione societaria io sconsiglio sempre, a meno che non siano familiari stretti, la stipula di una di queste due tipologie di società di persone perché nel caso qualcosa dovesse andare male o qualche socio decidesse di non voler più fare parte della società, sia per quanto riguarda la disciplina legale sia per quanto riguarda i rapporti tra i soci, potreste ritrovarvi in situazioni sgradevoli. Nel momento in cui la persona con cui vorreste costituire la società è invece una persona di cui non vi fidate già in partenza sconsiglio vivamente di costituirla ma non per chissà quale motivo ma perché essendo l’attività imprenditoriale già ostica nel suo genere e particolarmente affaticante sia mentalmente che fisicamente, il fatto di aver a che fare con qualcuno in casa che magari gioca contro di voi non è cosa semplice. Ultime ma non per importanza sono le società di capitali. Queste tipologie di società permettono a chi decide di costituirle vantaggi sia dal punto di vista fiscale che dal punto di vista della tutela. Infatti abbiamo la distinzione tra SRL,SRLUS,SPA semplicemente perché essendo molto vantaggiose su determinati aspetti la loro costituzione prevede dei capitali minimi di investimento già in fase di costituzione. Ciò vuol dire che al momento della costituzione notarile dovrete provare di avere versato interamente la parte di capitale che funge da fondamenta alla stabilità dell’impresa e qui viene il bello. Per le società a responsabilità limitata (SRL) il capitale minimo da versare sul conto corrente della nuova società che andrete a costituire è di 10.000 euro. Calcolate che comunque in questi casi ci sono dei costi notarili non proprio indifferenti da tenere presente quali le quote fisse sulle costituzioni e la parcella dei notai (i costi di costituzione sono calcolati anche in base al valore dell’azienda quindi nel caso minimo sono calcolati su 10.000 euro ma comunque questo costo può benissimo fare parte della stessa cifra versata per la costituzione). Per quanto riguarda invece le SPA il capitale minimo di costituzione è di 50.000 euro. Sono aziende che possono decidere di essere quotate in borsa ma non è questo il caso che vi riguarda suppongo quindi non mi soffermo. Vorrei approfondire invece la nuova possibilità per i giovani imprenditori di costituire delle SRLUS (società responsabilità limitata unipersonale semplificata) che consente ai giovani di costituire della società in cui di proprio non rischiano nulla…
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8 giugno 2015 0

L’IMPRESA ON LINE

Riguardo l’attivazione e la promozione di attività imprenditoriali che possono muoversi e attuarsi prevalentemente sul web posso dire che, secondo la mia esperienza, possono funzionare solo in determinati ambiti e con determinate caratteristiche. A questo riguardo, se siete intenzionati ad avviare un attività di questo tipo vi consiglio di iniziare creandovi un negozio on line su ebay oppure su amazon se volete vendere prodotti. Mentre se la vostra idea riguarda un servizio vi consiglio di visitare questo sito per la parte che riguarda la costruzione del sito e l’acquisto del dominio www.1&1.it. Ha dei costi abbastanza bassi e la piattaforma di costruzione sito base è accessibile anche ai neofiti del settore. Una cosa che consiglio vivamente a chi ha del tempo libero per stare in casa e vuole sfruttare questo tempo ma,soprattutto, per chi è dedito all’arte culinaria, magari iniziando anche come seconda attività affiancandola al lavoro che ha già, è questa associazione www.cucinanostra.eu L’associazione vi offre consulenza e affiancamento in tutto ciò che concerne l’avvio di un attività di commercio gastronomico in proprio, direttamente da casa vostra. Vi guiderà e vi formerà inoltre su tutte le normative vigenti che disciplinano la realizzazione di un attività in casa. Quindi vi consiglio di visitare il sito perchè è un ottima opportunità e soprattutto pechè le persone che fanno parte dell’associazione sono molto formate e qualificate e vi aiuteranno ad avviare l’attività anche a livello commerciale. Se invece siete artigiani e volete provare a internazionalizzare il vostro mestiere, magari provando ad insegnarlo all’estero, vi posto il link di questa nuova iniziativa che vi permette di affacciarvi alla possibilità di fare impresa in Senegal e creare lì nuova occupazione. http://limpresaonline.net/articolo.php?id=20962&t=Fare%20impresa%20in%20Senegal%20una%20strada%20per%20loccupazione&a=Marco%20Todarello


7 giugno 2015 0

DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITA’ E ATTRIBUZIONE PARTITA IVA

Per quanto riguarda la nuova attività che volete intraprendere prima di tutto,una volta che avete capito cosa e come svolgerla ovviamente, se non volete avvalervi inizialmente di un commercialista potete tranquillamente ottemperare agli obblighi di legge svolgendo il lavoro da soli. In linea generale e per informazioni di vario genere vi consiglio il sito delle camere di commercio italiane reperibile a questo link http://m.cameradicommercio.it/cdc/id_pagina/35/t_p/FAQ.htm . La procedura è stata comunque molto semplificata negli ultimi anni e basta andare sul sito impresainungiorno.gov.it per ottenere tutte le informazioni necessarie a svolgere il tutto in autonomia. A grandi linee le procedure sono due. La prima denominata Comunica vi permette di richiedere l’attribuzione della partita iva e di iscrivervi alla camera di commercio di appartenenza come imprenditore. Mentre la seconda, che dovrete compilare solamente nel momento in cui sarete effettivamente pronti per partire, é denominata SCIA. La SCIA non è niente altro che il documento che andrete a compilare per il sistema unificato di INPS,INAIL e Agenzia entrate. In un solo momento tutte queste istituzioni saranno a conoscenza della vostra esistenza commerciale e voi sarete a posto dal punto di vista burocratico. Le cose che sostanzialmente vi servono prima di compilare tutto attraverso il sito impresainungiorno sono la PEC e la Firma Digitale. La Posta Elettronica Certificata permette alle pubbliche amministrazioni di inviarvi materiale informativo senza più dover ricorrere alle vecchie raccomandate A/R cartacee. Si ottiene in diversi modi ma è a vostra discrezione scegliere quella che vi è più comoda. A questo link (http://www.agid.gov.it/infrastrutture-sicurezza/pec-elenco-gestori) troverete i siti approvati per l’emissione della PEC certificata. Sceglietene uno e fate l’iscrizione. Io consiglio quella di poste italiane ma solamente per la facilità di attivazione in quanto gli sportelli in cui recarsi sono più agevoli e diffusi degli altri. Per quanto riguarda invece la firma digitale il discorso è un po’ più complesso ma nulla di così difficile. Anche per questa potete recarvi presso poste italiane ma lo sconsiglio in quanto la postekey,ovvero il marchingegno che vi vendono per poter operare con la nuova firma digitale é un po’ complesso da impostare sul computer e da anche qualche problema nel momento in cui dovete caricare poi i file già firmati. Consiglio invece per questi motivi quella di Confartigianato che si avvale del servizio di InfoCert al quale vi rimando nel link sopra,che offre anche sconti significativi ai residenti nella provincia di appartenenza dell’ufficio nel quale si richiede. Da qualche tempo si può richiedere anche on line senza scomodarsi da casa quindi comodissima. Sul sito della Confartigianato della vostra provincia comunque troverete tutte le informazioni degli uffici a cui rivolgervi per prendere appuntamento e chiedere il rilascio della firma.


7 giugno 2015 0

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